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Riflessioni

La nostra consapevolezza è in vendita sui Social.

Apri la nuova notifica di Facebook, qualcuno ha risposto al tuo commento, leggi, poi ti accorgi che c’è un video con dei gattini che cattura la tua attenzione e passi a quello, poi subito dopo lo spezzone di quel comico in tv per poi passare ad un video di gente che si è salvata da incidenti mortali. Rischiamo di trascorrere ore passando da un video all’altro, come risucchiati da un flusso di informazioni create ad hoc per catturare la nostra attenzione. Non dirmi però che non ti è mai capitato di provare frustrazione dopo esserti accorto di aver trascorso un’ora del tuo tempo libero a guardare cose che adesso nemmeno ricordi.

I social network sono uno strumento molto potente e lungi da me criticarli visto che molto probabilmente avrai aperto questo articolo da facebook, dove si trovano gran parte dei contenuti di Nathivia. La mia intenzione quindi non è demonizzare lo strumento, piuttosto comprendere tutte quelle dinamiche disfunzionali che derivano dall’esposizione non consapevole alle varie piattaforme.

“Questo istante è tutto ciò che hai. Questo momento è il solo che esiste. Non occuparti a pensare troppo al futuro a pianificare ciò che non c’è, fai piazza pulita dei fantasmi, almeno per oggi, e trasforma il presente, l’istante, l’adesso, in un regalo che farai al tuo futuro. Sì, perché ciò che fai oggi è il seme che sboccerà nel domani. E se non agisci non semini.”

(Stephen Littleword)

Perché tutti abbiamo un account Facebook?

Semplice, perché è gratis! Ma siamo sicuri che sia così? Come è possibile che un’azienda quotata in Borsa non abbia nessun profitto? Ovviamente Facebook guadagna grazie alla pubblicità, ed in questo momento per le aziende è uno dei posti migliori dove sponsorizzare i propri prodotti. Facebook, come gli altri social, è strutturato in modo da raccogliere quante più informazioni possibili riguardo i nostri gusti, le nostre idee e le nostre abitudini. Queste informazioni sono in qualche modo a disposizione di chi pubblicizza il proprio prodotto su Facebook, che potrà quindi creare delle campagne pubblicitarie più efficaci.

Questa breve parentesi sul funzionamento di Facebook serve per spiegare come in effetti i social network non siano affatto gratuiti. Ogni like, ogni video che guardiamo serve all’algoritmo per studiarci e restituirci contenuti che catturino sempre di più la nostra attenzione. Di base l’obiettivo di Facebook è che noi trascorriamo più tempo possibile su Facebook quindi l’attenzione è in effetti il prezzo che paghiamo per usufruire di questo strumento.

I social catturano la nostra consapevolezza

Dai maestri orientali sino alle moderne neuroscienza il primo insegnamento che traspare è uno soltanto: la presenza mentale è la base del benessere psicologico. La mindfulness ad esempio ci insegna proprio questo, ad essere completamente immersi nell’esperienza che stiamo facendo. Essere consapevoli di ogni singolo gesto, di ogni respiro, ci permette di “uscire” dal mormorio della mente, spesso fatta di pensieri rivolti al passato ed al futuro e di tornare ad uno stato di lucida quiete.

Se la vediamo così, ovvero se siamo convinti che gran parte del nostro benessere psicofisico derivi dalla nostra attenzione al momento presente, i social allora si trasformano nel peggior nemico che possiamo incontrare. Come dicevo all’inizio dell’articolo la mia intenzione non è affatto quella di demonizzare i social, piuttosto quella di stimolare le persone ad approcciarsi a questi strumenti con più consapevolezza.

Come posso utilizzare i social senza esserne “rapita/o?”

Basta farsi delle semplici domande per evitare di vendere la propria consapevolezza in cambio di intrattenimento ed impatrare invece a servirsi di questi strumenti senza esserne dipendenti:

  • Il video che sto guardando, l’ho cercato io oppure “mi è capitato davanti agli occhi”?
  • Come mai ho aperto Facebook, cosa ho intenzione di fare in questo momento su Facebook?
  • Da quanto tempo non stacco gli occhi dallo schermo?ù
  • Sono consapevole del mio corpo, del mio respiro e del mio stato d’animo mentre guardo lo smartphone?
  • E’ davvero necessario “scrollare” e guardare il prossimo video oppure lo sto facendo per paura del vuoto che si crea dentro di me quando spengo lo smartphone?
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Spiritualità, Meditazione, Natura.

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