Ci avviciniamo, ci abbracciamo, ci guardiamo negli occhi e ci ritroviamo capaci di sognare insieme. Ci innamoriamo e ci affidiamo. Ci prendiamo cura l’uno dell’altro. Finalmente ci sentiamo compresi e il tempo trascorre con la serenità che sentiamo meritarci. Poi accade qualcosa: la comunicazione si interrompe, volgiamo gli occhi altrove, i corpi si irrigidiscono e di colpo ci sentiamo di nuovo soli, incompresi. Poi, nel migliore dei casisi inizia a ferire con le parole, nel peggiore si passa alla violenza fisica. Ad ogni modo quello che resta è un senso di sconfitta, una ferita profonda e la sensazione di non aver conosciuto mai davvero l’altra persona, indipendentemente dal fatto che si è stati lasciati o si ha lasciato. 

 

La psicologia ormai ha detto molto sulle varie dinamiche che si possono innescare in un rapporto. Non solo nei rapporti di coppia ma anche nelle relazioni sociali, amicali e familiari. Le degenerazioni sono molteplici e derivano da molteplici cause.

Cos’è successo?Ci siamo inventati tutto?

Chiaramente non c’è una risposta che possa andar bene sempre. La Dottoressa Vannozzi, psicologa e docente di Psicologia della Comunicazione presso l’Università di Tor Vergata di Roma, lo sa e non manca mai di ricordare che siamo come treni che si incontrano alle stazioni, per poi separarci quando le nostre rotte non si incontrano più. Ma può accadere spesse volte di ritrovarci a vivere un particolare stato innescato da qualcosa di specifico (una sensazione, delle parole, una dinamica, un luogo, un timore) che altera completamente la percezione della realtà: l’attivazione traumatica.

 

Se ne può parlare da diversi punti di vista, ma in base agli studi neuroscientifici, lo stato di attivazione traumatica risveglia quella parte del nostro sistema nervoso responsabile del riconoscimento del “pericolo”, della “minaccia”, e innesca la produzione di cortisolo. Il cortisolo altera la nostra percezione con la stessa potenza di una sostanza psicotropa ma, anziché regalarci bizzarre allucinazioni, ci induce a percepire, più o meno consciamente, l’altro come un nemico crudele che attenta alla nostra sopravvivenza (o la sopravvivenza della nostra identità).

Quindi che si fa?

È importante imparare a riconoscere i segnali corporei dell’attivazione traumatica e acquisire strumenti che possano aiutarci quando necessario a scaricarequesta energia, così da poter affrontare ogni situazione relazionale al massimo delle proprie capacità e con la giusta lucidità.

In collaborazione con il progetto Nathivia, che da anni si occupa dell’organizzazione di eventi culturali sulla natura e sulle scienze umanistiche, venerdì 29 marzo, presso la Libreria Teatro Tlon in zona Piramide a Roma, la Dottoressa Vannozzi terrà la conferenza “Il Trauma nelle relazioni”, per scoprire i processi legati al trauma e le tecniche di scarico. Una conferenza a cui tutti dovremmo partecipare, consigliatissima per chi in amore si ritrova a dover affrontare sempre le stesse dinamiche. Clicca qui per tutte le info. 

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