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Anatomia dell’Attesa

Tornare a Sentire

Anatomia dell’Attesa

Attendo.

In questo momento, attendo. E questo momento è lungo. Ha un chiaro inizio, ma la sua fine si perde nella foschia delle mie speranze, dei miei ragionamenti.
Attendo.

E mentre attendo, con mia grande sorpresa, si susseguono voci nella mia mente. Attendere..

Attendere cosa? Attendere chi? Attendere, perché?

Che significato profondo, celato, misterioso e foriero di trasformazione porta con sé questo stato d’attesa?

E soprattutto, vale la pena attendere?

 

 

Nell’attesa, tutto si ferma. A volte, persino il respiro.
Così dimentichiamo chi siamo, dove stavamo andando, l’acqua sul fuoco, i progetti in cantiere, la cura di sé, la propria vita..
L’attesa dà una sottile e persistente assuefazione, ed aspettare crea in noi uno spazio aperto. Aperto a molteplici sorprese, a molteplici stati d’animo, arrivi, partenze, nuovi inizi, e clamorosi finali. Eppure tutto questo accade nella nostra mente, mentre attendiamo.
Si attendono cose meravigliose nella vita. Si attende un figlio che sta per venire alla luce, si attende il giorno del proprio matrimonio, si attende il ritorno di un proprio caro da un lungo viaggio, si attende il giorno in cui si potrà tornare a vedere, a camminare, a vivere, a desiderare. E a volte, questa energia meravigliosa, friccicante ed intensa, come quella che ci pervade nell’attesa del Natale, ci fuorvia, ci porta fuori strada. Silenziosamente ci lasciamo prendere per mano, trasportati come una foglia dal vento, in una direzione che nemmeno noi conosciamo.
Ecco.. è di quell’attesa lì che voglio parlare.
E lo voglio fare per un semplice, importante, motivo: quando si attende, si è soli.

Il mondo immaginifico che creiamo dentro di noi mentre siamo in attesa di qualcosa, che forse intimamente sappiamo non essere il meglio per noi, quel mondo lì è il paese dei balocchi. È il grande mondo colorato e brillante delle aspettative.
Ciascuno di noi attende con forza, regalando tempo ed energia ai ‘forse’, ai ‘ma se’, ai ‘vedrai’..
E intanto la vita scorre come un fiume sotterraneo, non ci aspetta, ci guarda, ci chiama, in modi sottili cerca di attirare la nostra attenzione, eppure noi ci sentiamo così distanti, persi nelle stanze di un mondo meraviglioso, fatto di tutte le possibilità che potrebbero essere, e mai di quelle che sono in verità.
Ecco.. questa attesa ci rende a volte doloranti, incoscienti, staccati da noi stessi.
E quanta fatica, quanto impegno, quanto dolore, a lasciare questa strada lastricata di promesse per tornare sui passi veri, sinceri, e luminosi della nostra vita!
La nostra vita, prima di ogni cosa!
Queste parole, forse dure per il cuore di chi aspetta, arrivano forti e dirette.
Arrivano per dire, semplicemente: ci sentiamo tutti così, almeno una volta nella vita.
Lo sappiamo, cosa significa lasciar scorrere il tempo tra le dita, come la sabbia.
E spesso, spessissimo, non diamo retta a nessuna di queste voci di verità, perché crediamo fermamente che il nostro cuore conosca la direzione. Ma ecco, vi dirò una cosa. Il cuore conosce tutte le direzioni, ma parla una lingua sola, ed è quella dell’amore.

Il cuore parla sempre al positivo, parla alla nostra anima bambina, con quella stessa amorevolezza con
cui noi guardiamo un neonato, e sentiamo per un istante che la vita è perfetta. Ci parla con sincerità, e mai con amarezza. Ci racconta ciò di cui veramente abbiamo bisogno, e noi sappiamo che a volte ascoltarlo fa male, perché racconta storie che non collimano con le nostre aspettative.
Ci dice:

”Vieni, fidati di me. Quella strada è luminosa, è bellissima, ma non è la tua. Tu sei destinato a grandi cose! Prenditi il tuo tempo, ma poi torna. Torna.”

 


E così, sta a noi scegliere.

Tornare dentro di noi, affacciarci dalla finestra del cuore, e osservare con i nostri veri occhi la vita che ci aspetta. O continuare a guardare in una direzione lontana, sognando ciò che, sappiamo, non è per noi, e non accadrà mai. O forse accadrà, ma non sarà per il nostro meglio.
Ci vuole molta amorevolezza, molto amore per sé, per riconoscersi in attesa, e scegliere di ricominciare a camminare lungo il proprio sacro cammino di vita.
Ci vuole molto coraggio. E coraggio, deriva da ‘cor agère’, agire con il cuore.
Così, fidiamoci. Di questo piccolo grande cuore rosso che batte nel nostro petto al ritmo di una musica bellissima e sincera, che ci tocca l’anima, che ci mostra la via, che ci ricorda che siamo meravigliosi.

Nessuna attesa, cara anima, potrà mai dirti davvero quanto amore c’è dentro di te. Quello potrai scoprirlo tu, quando sceglierai di non aspettare più quel qualcuno, quel qualcosa, che possa venire a raccontartelo.
Mentre la vita scorre, ogni attimo è prezioso per riconoscerti come una persona, un’anima, uno spirito sinceramente meraviglioso, e grandemente amato.
Dedicati ogni attimo. Dona il tuo tempo a te stesso. Vedrai sciogliersi l’attesa, e con lei sogni mirabolanti. Resterà così davanti a te, la realtà. La tua. Quella vera, e bellissima, che potrai decorare ogni giorno di tutto ciò che di più bello c’è dentro di te!

 

Dedicati questo tempo.

Te lo meriti.

2 risposte

  1. Martina ha detto:

    “Nessuna attesa, cara anima, potrà mai dirti davvero quanto amore c’è dentro di te. ”
    La descrizione perfetta di chi, in una lunga attesa, si scopre in compagnia di se stesso.
    Infondo basta quella compagnia a star bene, consapevole però che avverrà quel qualcosa a stravolgere il tutto… e spesso a sorprenderci.

    Riscoprirsi nell’attesa è un’esperienza mistica.
    Questo articolo mi cade a pennello!

  2. giovanna ha detto:

    Attesa come vita .grazie di queste riflessioni

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